Gaeta ha accolto i Montenegrini ritornati nei luoghi della storia


Ancora un momento importante per la città di Gaeta, sempre più aperta  all’accoglienza e a nuovi incontri.

L’amministrazione, infatti, rappresentata dall′assessore alla cultura Francesca Lucreziano, ha accolto in Comune  un gruppo di rappresentanti di due associazioni del Montenegro che hanno voluto ritornare sui luoghi della storia scritta dai loro avi proprio a Gaeta, città dove il governo montenegrino decise di trasferire il 10 marzo 1919 un migliaio di soldati. Con molta probabilità si scelse Gaeta perché quasi metà della città in quell′epoca aveva assunto (dal 1897 al 1927)  il nome di Elena, in onore della Principessa Jelena Petrović-Njegoš, sesta figlia di re Nicola I del Montenegro e di Milena Vukotic, diventata consorte di Re Vittorio Emanuele III, quindi seconda regina d′Italia e madre di Re Umberto II.

Dopo i saluti di rito, i rappresentanti delle associazioni Dukljani e degli Amici del Montenegro di Perugia, hanno consegnato all’Amministrazione una bandiera della loro nazione e  hanno reso omaggio al monumento intitolato ai caduti di Elena (in Villa delle Sirene) deponendo un cuscino di fiori in onore dei montenegrini che hanno perso la vita a Gaeta nel 1919.

L’itinerario è proseguito con la visita al palazzo della cultura (ex caserma Cosenz), il Centro Storico Culturale «Gaeta», la biblioteca comunale e la sede della Fondazione Caboto; quindi la chiesa della SS. Annunziata, la cattedrale e la pinacoteca comunale dove è stata inaugura la mostra fotografica di Aurelio Amendola su «Michelangelo, Burri e Hartung» a cura dell′Associazione culturale «Novecento».

Un incontro, quello con la rappresentanza Montenegrina, fortemente voluto dal Sindaco Mitrano che sta lavorando molto per cercare di creare nuovi scambi culturali e istituzionali finalizzati all’esportazione delle nostre risorse all’estero, con l’obiettivo di aprire le porte della nostra città all’internazionalità.

Alessia Maria Di Biase

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