Fernanda Fabiani racconta il vero senso della vita con “Schizzi di Vita”!


Una passione per la scrittura sbocciata sin dall’infanzia, con l’obiettivo di segnarsi tutto ciò che le si svolgeva intorno, come una sorta di diario segreto, personale. Così muove i primi passi la professoressa Fernanda Fabiani, laureata in Lettere, dopo una lunga carriera come insegnante tra Gaeta e Formia, oggi è autrice di un testo tutto da scoprire.

Si tratta di "Schizzi di vita”, una raccolta di vere e proprie perle di vita ricavate durante la sua quotidianità, le quali l’hanno spinta a rendere pubblici i suoi pensieri.

"Ho sentito bisogno di dare coraggio e di spingere il prossimo a guardare la vita nell’aspetto più accettabile, più bello.

Infatti proprio nell’introduzione del mio saggio mi rivolgo al lettore dicendo che in fondo la vita è bella perché nella mia ho incontrato vari personaggi di estrema umiltà e semplicità, i quali, mi hanno rivelato aspetti dell’esistenza che ci devono, in fondo, dare coraggio per superare quelle difficoltà che sembrano insormontabili”.

"Ho ascoltato la contadina, la quale, mi ha raccontato che il momento più felice della sua esistenza è stato quando è nato il suo primo nipote. Mi ha sorpreso, spiegandomi, che in quel modo ha garantito al suo albero di avere delle radici profonde, per cui anche se le tormente avessero staccato i rami qualcosa di lei sarebbe rimasto. Una saggezza che sembra incredibile in un personaggio così semplice ed umile. Quando le ho chiesto del suo futuro mi ha risposto che non ci voleva pensare, preferiva guardare al suo passato perché c’è differenza tra mordere un frutto maturo e mordere un futuro acerbo. Il primo è quello che goduto e amato nel passato mentre il secondo rispecchia il futuro”.

Continua poi a raccontare un’altra storia quella di un torrente le cui vicende assomigliano molto a quelle di un essere umano:

"Mi sono divertita a contemplare un torrente e mi è sembrato di sentirlo parlare e raccontare la sua storia. Mi ha narrato che è uscito da alcune polle d’acqua provenienti dallo scioglimento delle nevi sulle montagne intorno e che si è, con difficoltà, trovato la sua strada, la quale, è diventata sempre più una conquista incoraggiante. Alla fine è riuscito a vincere rami, sterpaglie e sassi che gli impedivano di andare avanti diventando sempre più bello, sempre più fiume, per poi sfociare in un grande mare. Io ho paragonato la vita del torrente alla vita dell’uomo e ho notato la simbiosi che c’è tra la natura e lo stesso”.

Nella lunga strada incontra anche un pastore felice del poco che aveva e non desideroso di altro:

"Si tratta di un vecchio pastore che ho incontrato nel bosco mentre pascolava felice tre pecorelle e gli ho chiesto se viveva bene in solitudine, lui ha risposto affermativamente, spiegando di avere le tre pecore ed una moglie molto laboriosa. Non voleva altro ed allora io l’ho ammirato. Gli ho domandato nuovamente se gli bastava tutto questo e lui mi ha risposto ancora di si, aggiungendo di avere due figlioli che lavorano, e si trovano lontani, ai quali, consiglia sempre di lavorare ma anche di godersi la vita, guardando le stelle, il cielo, la luna ed il sole, per cogliere le cose belle che il cielo ci dà. A questo punto gli chiedo se è felice e lui fa cenno di si, ma mi spiega che prima era possibile rivolgersi ad un vicino e quello che stava mangiando lo divideva con te, oggi forse si troverebbe un po’ di difficoltà. Per concludere il discorso ho commentato che forse sono cambiati i tempi e lui stupendomi ha affermato che invece sono cambiati gli uomini”.

C’è la storia di una trovatella, una cagnolina trovata in mezzo alla neve, salvata dal freddo:

"L’ho trovata in mezzo alla neve e l’ho portata dal veterinario, mi ha detto che era femmina spiegandomi che quando le cucciolate sono grandi si preferisce abbandonare le femmine. Allora l’ho fatta parlare ed essa ha commentato che sperava non fosse così anche fra gli uomini. Alla fine si è affezionata a me ed ho visto la sua volontà di volermi ringraziare per averla aiutata, di vedermi non come la sua padrona ma come la sua salvatrice, quindi un qualcosa di umano, una fedeltà ed un affetto che nasce proprio dalla riconoscenza”.

La Fabiani conclude rivelando un’altra chicca, infatti nel testo è presente anche una poesia di profondo valore:

"Nel libro c’è una poesia per la quale ho vinto un premio a Benevento, dove racconto di aver incontrato un bambino che io chiamo Paolo, il quale era affidato ad una vicina di casa perché la mamma lavorava. Si tratta di un bambino diverso, infatti ho intitolato la poesia "Diverso”, egli è portatore di Handicap. Il bimbo forse consapevole della sua condizione, si guarda intorno e quasi piange, poi si ferma si pensa un po’, guarda il cielo, i fiori, la persona che gli vuole bene a cui è affidato e capisce che non deve essere triste perché questo mondo è anche suo come a voler dire che, nonostante la diversità esso gli appartiene con tutta la sua bellezza. Ad accompagnare i racconti di così profondo significato sono gli acquerelli del maestro Salvatore Bartolomeo che ha voluto tradurre in un gioco prezioso di colori Schizzi di Vita”.

Insomma un’opera assolutamente da leggere per comprendere il vero senso della vita e provare a risistemare quei tasselli fuori posto che non ci rendono felici.

 

 

Gelso Gabriella

 

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