Seconda categoria tra polemiche e contrarietà: 14 o… 15 squadre?


Rimarranno quindici, scenderanno a quattordici o ritorneranno a quindici le squadre che attualmente compongono il girone I del campionato di seconda categoria ? La domanda appare del tutto naturale, sul conto di un raggruppamento che non è ancora "sceso in campo” ma che ha già acceso le micce delle polemiche e delle contrarietà, con pareri e pensieri piuttosto contrastanti.


Un girone decisamente anomalo rispetto alla storia recente di questo torneo, perché dalla naturale conformazione Basso Lazio si è passati ad una piena identificazione in verticale con la provincia di Latina, nel quale i clubs del sud pontino incroceranno il loro cammino con quelli del nord (da Carso a Borgo Grappa, passando per San Michele, Pontinia ed Hermada) in un discorso tecnico e logistico decisamente nuovo e più complicato per tutti.

Un girone inizialmente studiato, come tutti gli altri del resto, a 16 squadre, ma che subito dopo aver visto la luce ha fatto registrare il forfait del Ponza, che dopo oltre venti anni di calcio giocato, è costretto ad alzare bandiera bianca "Non ci sono giocatori a sufficienza, gli appelli fatti sono purtroppo caduti nel vuoto” ha affermato, assai amareggiato, il patron Biagio Rispoli "inutile iniziare un’avventura senza basi solide, specie in un campionato come questo che ci avrebbe comportato non poche difficoltà”.

Ed i vertici regionali dovranno verosimilmente fare i conti anche con l’imminente forfait del Città di Formia, regolarmente presente nei calendari, anch’esso alle prese con problemi d’organico "Difficile mettere in piedi un gruppo di giocatori che possa garantire la piena stagione” commenta Davide De Petrillo, responsabile del club tirrenico. La cui uscita di scena rappresenta un’altra spina nel fianco in una estate che per il nostro territorio è stata devastante, con una serie di abbandoni (anche negli altri sports) quasi impressionante.

Ora resta da capire quali saranno le decisioni del Comitato presieduto da Melchiorre Zarelli: procedere all’integrazione del girone con un altro ripescaggio -sebbene anche la terza categoria sia ormai ridotta ai minimi termini- o spostare una delle squadre pontine presenti nell’altro raggruppamento in modo da formare nuovamente il girone a 15?

Difficile pensare, oltreché poco consigliabile, che si rimanga con 14 unità (in tal caso le retrocessioni sarebbero di fatto assenti), in modo da dare un po’ più di sale ad un torneo che rappresenta lo specchio di una situazione a dir poco complicata: del resto, raschiando il barile per dare linfa alla grandinata di ripescaggi alla quale abbiamo assistito nei piani alti, inevitabilmente nel basso non rimane più nulla.


Per sportgaetano,Paolo Russo.


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