Una favola chiamata Audace: i colchoneros continuano il cammino a fari spenti. Capitan Benedetti: “La parola chiave è divertirsi. Siamo lì, ci crediamo”


Una vera e propria impresa, cavalcata, sogno quello dell’Audace. Chi più parole ha più ne metta per descrivere il girone d’andata dei ragazzi di Marco Di Rocco, partiti con grave ritardo – se ricordate l’intervista di qualche mese fa, in cui il tecnico dei ‘colchoneros’ aveva svelato i retroscena  riguardo il calciomercato, con a fine luglio una squadra ancora smembrata – ma ad un passo dalla vetta della classifica, che ieri avevano cullato per qualche ora dopo la vittoria ‘zemaniana’ sulla Boreale (4-3).

Una prima parte di campionato semplicemente da favola per una squadra che per i motivi sopraelencati si aspettava di essere dappertutto, ma non certo lì in alto a battagliare per il primo posto. In un girone anarchico che fino a questo momento premia la botte piccola – dove c’è il vino buono – come anche per Pro Calcio Tor Sapienza o Ottavia – con quest’ultima che fino a poche settimane fa era in fondo allo schieramento, ora 3° -, mentre riserva maggiori insidie a corazzate come Pomezia, Sora ed Insieme Ausonia.

L’arma dell’Audace non può per ovvi motivi essere la programmazione, però il capitano Davide Benedetti – la colonna da cui è (ri)partita la formazione di Genezzano - prova a dare la sua spiegazione. "Le difficoltà sembravano molte” – ha esordito -. "Comunque eravamo consapevoli di poter fare bene; non così tanto, ma vedendo anche il Tor Sapienza squadra giovane e frizzante, ci stiamo meritatamente giocando un posto in alto. La parola chiave per noi è divertirci. Il più grande del gruppo è Marchionni che è classe ‘89, poi gli altri sono ‘92, ’94, ’95, di grande abbiamo ben poco. Andiamo in campo scherzando, dal primo all’ultimo momento degli allenamenti e questa può essere la nostra forza. Sottolineo il gran lavoro di Marco Lista, Marco Ciampi, Amedeo Tramontana e del mister Marco Di Rocco che ci monitorano e controllano ogni dettaglio. Un fattore importante è proprio lo staff, anche quello molto giovane e che cerca di farci crescere”.

La favola ha tutti i presupposti per esistere e per cercare punti di collegamento con quel ‘riferimento universale’ quale l’annata del Leicester di Ranieri. Ma la domanda posta al capitano dell’Audace è: "Adesso cambierà qualcosa? Ci sarà più pressione?” Sembra di no, anzi.

"Forse siamo un po’ avvantaggiati rispetto agli altri. Siamo lì quasi senza accorgercene e abbiamo poche pressioni. La società è la prima a venire in campo a trasmettere serenità. Divertendoci e con l’inesperienza dei tanti giovani a disposizione non avremo problemi del genere come si potrebbe pensare. Speriamo di essere il Leicester laziale. Certo piazze come Pomezia e Sora avranno maggiori responsabilità, noi siamo lì e ci crediamo. Abbiamo una rosa abbastanza lunga e non vedo perché non provarci, scontrarci a viso aperto con tutti. Andiamo giocando a calcio e a divertirci, come già facciamo”.

Il proposito per il 2019, quindi è: "Speriamo di rimanere in alto fino alla fine, quel che verrà sarà tutto di guadagnato”.


Per SportGaetano, Alberto Ciccarelli

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