LND: Le Nostre Domande. Questa settimana rispondono i ds (Parte prima)


Torniamo con l’ormai consueto appuntamento ‘LND: Le Nostre Domande’. In questa settimana ci focalizziamo su un’altra figura importante nel mondo del calcio, quella del direttore sportivo. E cominciamo da quelli che potremmo considerare come il fiore all’occhiello del girone D di Promozione, ovvero Francesco Grasso e Emanuele Zomparelli, le cui formazioni occupano, rispettivamente, la 1° e la 3° posizione in classifica.

Lasciamo a loro la parola…

Francesco Grasso (Mistral Città di Gaeta)

Motivo che ti ha spinto ad intraprendere questa ‘carriera’: "La passione innata per questo sport. Da piccolo ricordo che andavo al Riciniello per vedere la Polisportiva, al tempo la prima squadra di Gaeta. Una malattia incurabile che mi ha passato mio padre, anche lui un grande appassionato di calcio. Prima del ds ho fatto l’addetto stampa, il dirigente accompagnatore, e poi in questo ruolo ho iniziato quasi per caso 4 anni fa, quando l’allora allenatore della Mistral Giulio Esposito mi ha proposto di assumere questo incarico. E da lì è nato tutto: era l’estate del 2015”.

Stagione più bella da ds: "Spero che si riveli quella in corso”.

Giocatore più forte portato in rosa: "In questi anni siamo riusciti a portare al Riciniello giocatori di grande calibro dal passato glorioso. Ricordo con affetto Marco Parasmo, che a livello di curriculum ha poco da invidiare e ha indossato anche la fascia di capitano alla Mistral. E’ difficile fare nomi perché non è mai bello, ma quando riesci a portare due calciatori del valore di Vitale e Mariniello, che hanno contribuito a fare la storia del Gaeta, rappresenta per me e la società un motivo di orgoglio”.

Sogni futuri da ds: "E’ una passione e lo faccio per divertimento. Si è creato un gran legame con il vice presidente Antonio Di Biagio, e finché vorrà portare avanti questo progetto potrà contare su di me”.

Rimpianto maggiore: "Quello di non essere ancora riusciti a vincere un campionato, perché le promozioni ottenute sono arrivate tutte tramite ripescaggio, essendo arrivati sia in Seconda che in Prima Categoria 2°. Forse il rimpianto maggiore è legato alla stagione di Prima Categoria, in cui non siamo riusciti a spuntarla sul Monte San Biagio. Ma spero che questo tabù possa venir meno nelle prossime settimane”.

Ds o modello societario a cui ti ispiri: "Da buon juventino quale sono ho sempre apprezzato il lavoro svolto dal duo Paratici-Marotta. Soprattutto per la loro facilità nel trovare giocatori a parametro zero di un certo valore, che hanno saputo valorizzare nel tempo: vedi Pogba, Pirlo e Llorente. La loro bravura e caparbietà nel fare certi colpi a febbraio, quando prendi giocatori a parametro zero e li annunci 3-4 mesi prima della fine della stagione ti risalta all’occhio. Da qualche anno guardo con ammirazione anche il lavoro del giovanissimo ds della Spal Davide Vagnati, che si è fatto strada da solo e ha portato la formazione di Ferrara in Serie A con due promozioni, riuscendo a confermarsi anche nelle ultime due stagioni nella massima categoria nazionale. Ha lanciato giocatori come Lazzari, Schiattarella, Antenucci, che si sono distinti nelle serie minori, e li ha resi protagonisti in A. Con coraggio e competenza si è saputo distinguere e sicuramente avrà un futuro in società ancor più blasonate della Spal. Il padre un amico, è da diversi anni a Gaeta e dà una mano alla Don Bosco. Nel suo piccolo, svolge lo stesso lavoro del figlio, come me”.

 

Emanuele Zomparelli (Pontinia)

Motivo che ti ha spinto ad intraprendere questa ‘carriera’: "Nell’ultimo anno da calciatore ebbi un infortunio che mi portò via del tempo per la guarigione, e così la società mi propose di assumere questo ruolo, soprattutto perché chi mi precedeva avrebbe avuto dei problemi nella stagione successiva. E, visti i 38 anni, ho accettato senza alcun problema: da lì nasce un’avventura che non avrei mai pensato. Una seconda vita con il Pontinia, in cui ho iniziato a giocare dal settore giovanile. Un modo e un motivo in più per restare legato ai colori granata”.

Stagione più bella da ds: "Sicuramente la prima, in cui con un budget limitato ho costruito una squadra che ci ha portato alla salvezza a 5 giornate dalla fine, in Promozione. Ho avuto delle difficoltà iniziali perché non conoscevo il ruolo e mi sono dovuto muovere a piccoli passi. La rosa non era così competitiva, ma formata da un mix di bravi giocatori che ci ha permesso di toglierci delle soddisfazioni. Mentre il campionato più importante è senza dubbio quello in corso: questa società non è mai stata prima in classifica, e lo siamo stati per due mesi, ora siamo terzi ad un punto dalla vetta”.

Giocatore più forte portato in rosa: "Non voglio fare un torto, ma faccio un nome su tutti: Guido Vezzoli. Giocatore che ci sta dando tanto, dalle qualità tecnico-tattiche importanti e uomo importante per lo spogliatoio. A dicembre ci ha fatto fare il salto con la sua presenza, caricando il resto del gruppo d’autostima. Di calciatori a Pontinia ne sono passati tanti, ma del calibro di Vezzoli faccio fatica a ricordarne. Forse il migliore che la società abbia mai avuto. E con lui mi sono tolto un sassolino perché ad inizio stagione in tanti dicevano che avremmo fatto il campionato fino a dicembre per arrivare ai punti necessari per la salvezza, e poi avremmo mandato tutti via. Invece ci siamo rinforzati tenendo tutti, e prendendo Vezzoli e un giovane di lega come Brizzi, dando la conferma che ci siamo anche noi”.

Sogni futuri da ds: "Vivo alla giornata, mi immagino più allenatore che ds”.

Rimpianto maggiore: "Si chiama Fabio Mallozzi, che da 3 anni sto corteggiando e vorrei portare a Pontinia. E a dicembre c’eravamo quasi riusciti. Sarebbe stato qualcosa di favoloso, ma resta un sogno come quello di Totti per il Real Madrid. E lui lo sa benissimo”.

Ds o modello societario a cui ti ispiri: "Sinceramente nessuno. Diciamo che ognuno di noi ha il proprio modo di fare, io credo di non essere né il migliore, né il peggiore. Ascolto molto i consigli da parte della società. Non ho un modello in particolar modo, ma cerco di estrapolare il meglio da uno e dall’altro. Anche perché ispirarsi a uno vuol dire essere tifoso di quella persona o della società in cui collabora”.

Per oggi è tutto. Appuntamento a domani, quando a rispondere alle nostre domande saranno Carmine Russo (Monte San Biagio) e Luca Lentini (Formia).

 

Per SportGaetano, Antonio D’Ovidio e Alberto Ciccarelli

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