LND: Le Nostre Domande. Questa settimana rispondono i ds (Parte seconda)


Ed eccoci con la seconda parte del nostro appuntamento settimanale. Restiamo in tema di direttori e non ci spostiamo troppo né dalle posizioni di vertice della classifica, né dalla zona sud-pontina. Dopo aver intervistato Francesco Grasso e Emanuele Zomparelli, è il turno del ds del Monte San Biagio Carmine Russo e del dg del Formia Luca Lentini.

Lasciamo a loro la parola…

Carmine Russo

Motivo che ti ha spinto ad intraprendere questa ‘carriera’: "Ho iniziato come agente FIFA, e tutt’ora lo sono. La mia passione iniziale era quella di procuratore sportivo, poi una serie di vicissitudini lavorative mi hanno portato a stabilizzarmi a Itri, e quindi ho iniziato dal settore giovanile della Nuova Itri, per poi fare il ds nell’Atletico Itri in Seconda e Prima Categoria. Ufficialmente questo è il terzo anno da ds; prima ero coordinatore del settore giovanile”.

Stagione più bella da ds: "Quella che ricordo con più piacere è quella di Seconda Categoria con l’Atletico Itri, quando arrivammo 3° al mio primo anno, portando una serie di ragazzi giovani che prelevammo dal settore della Nuova Itri, come Nicola Santullo e Alex Grossi. Quella è stata la mia prima esperienza, molto emozionante. Ovviamente la stagione più importante è quella attuale”.

Giocatore più forte portato in rosa: "Il vero lusso è stato portare Marco D’Onofrio all’Atletico Itri. Scendeva dal campionato di Promozione e ci ha dato un guizzo in più per quelle due stagioni. Quello è stato un gran colpo. Un altro piccolo vanto personale è Frascogna, forse in assoluto il portiere più forte della categoria”.

Rimpianto maggiore: "E’ di quest’anno, e si chiama Alessandro Coia. Eravamo vicinissimi all’accordo, e poi quando ci siamo risentiti abbiamo scherzato sull’accaduto. Il destino ha voluto che sbagliasse il rigore all’ultimo minuto contro di noi. Comunque, ci avrebbe fatto fare un campionato ancora più importante rispetto a quello attuale. Lo abbiamo desiderato e corteggiato tanto ma non siamo riusciti a prenderlo. E’ l’unico vero rimpianto”.

Sogni futuri da ds: "L’obiettivo è quello di far bene, di crescere e di lavorare in società professionalmente sane, in cui la meritocrazia la faccia da padrona. Mi auguro di proseguire questa carriera, e di farlo in ambienti con dei valori solidi. Ce ne sono poche, ma se dovessi continuare lo farò in squadre con delle colonne portanti basate sulla serietà, professionalità, rispetto dei ruoli ed educazione reciproca”.

Ds o modello societario a cui ti ispiri: "Come ds ho sempre ammirato Walter Sabatini per la sua capacità di vendere. Ad acquistare siamo bravi tutti se abbiamo i soldi; il problema è vendere. E lui è riuscito a cedere giocatori come Marquinhos, Lamela, che non sono esplosi da altre parti. Una persona molto educata e seria, dialetticamente preparata: è un piacere sentirlo parlare”.

 

Luca Lentini

Motivo che ti ha spinto ad intraprendere questa ‘carriera’: "E’ iniziato tutto dopo che avessi lasciato il calcio giocato da giovanissimo: avevo 26-27 anni. Ho fatto dei corsi, acquisito diversi attestati e fatto carriera a partire dal settore giovanile con il Napoli, successivamente in squadre di Serie D. Dopo un lungo giro, passando anche per il nord Italia, mi sono ritrovato con il Formia per gestire la situazione societaria”.

Stagione più bella da ds: "Il percorso più importante l’ho fatto con il Napoli, senza dimenticare il Cuneo, in Serie C2, come direttore organizzativo. Forse proprio quest’ultima è stata la migliore: arrivammo 2° in campionato e poi non riuscimmo a salire in C1 per una partita persa ai rigori nei playoff. Parlo di 15 anni fa”.

Giocatore più forte portato in rosa: "Al Formia Vincenzo Basso, che nel napoletano ha giocato in società importanti. Ha militato in Serie D, sfiorando anche la C. Ha fatto un settore giovanile di livello e ha tanta qualità”.

Rimpianto maggiore: "Legato ad un giocatore, faccio il nome di Salvatore Caiazzo. Era vicinissimo a noi; praticamente avevamo raggiunto l’accordo. Poi, per problemi lavorativi, non ci siamo intesi con gli orari di allenamento e abbiamo chiuso il discorso. Era a un passo dal Formia nella scorsa sessione di mercato, invece è andato al Monte San Biagio”.

Sogni futuri da ds: "Ho già ricevuto delle richieste per la prossima stagione. Sono stato chiamato dalla Cavese, che è in Serie C, e dal Novara. Lì c’è una persona che mi ha fatto il corso da ds e mi vorrebbe per un incarico da direttore organizzativo”.

Ds o modello societario a cui ti ispiri: "Un personaggio che mi ha entusiasmato per la sua carriera è Cristiano Giuntoli, ds del Napoli. E’ venuto dal nulla ed è arrivato a livelli importanti grazie alla sua umiltà e impegno. Di conseguenza mi sento di nominare lui proprio per questi aspetti che in qualche modo rispecchiano la mia carriera”.

Per SportGaetano, Antonio D’Ovidio e Alberto Ciccarelli

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