Si legge Scauri, si scrive solidarietà
Il cestista Diouf “bloccato” in riva al Tirreno, ecco il sostegno della comunità cittadina


Chiuso da solo in casa, impossibilitato a raggiungere il Senegal, suo Paese d’origine, costretto ad attendere che il caos Coronavirus possa finalmente prendere una piega positiva, ma attorniato dall’affetto e dal sostegno di tutta la comunità cittadina. E’ quanto sta accadendo a Khadim Diouf, centro classe ‘97 in forza al Silva Scauri, militante nel campionato di serie B maschile di basket, rimasto in riva al Tirreno vista l’impossibilità di poter tornare nel continente africano; da solo, perché nel frattempo tutti i suoi compagni sono rientrati presso le proprie residenze, ma a favore del quale Scauri e il Bk Scauri stanno fornendo tutto l’appoggio possibile, in modo da non fargli mancare niente. Un gesto naturale per una realtà come quella scaurese, che il presidente del club biancazzurro Roberto Di Cola descrive con grande serenità.

Presidente, si può parlare di Diouf come un figlio adottivo.

Lo potremmo definire in questo modo, del resto dopo le partenze di tutti gli altri lui è rimasto da solo, impossibilitato a tornare nel suo Paese, e di conseguenza ci siamo adoperati per rendergli meno difficile la sua permanenza.

E la solidarietà non è mancata.

Assolutamente no, ho trovato a Scauri grande appoggio da parte di tanti amici e di sponsors che ci sostengono, ed anche il vice parroco dell’Immacolata, Don Baptiste, peraltro anche lui senegalese, ha risposto con grande entusiasmo alla nostra richiesta; sicuramente la permanenza di questo ragazzo da noi risulta meno problematica, sebbene sia difficoltoso rimanere da soli in casa.

Un momento particolare, sotto tutti gli aspetti.

Purtroppo è così, ci siamo trovati catapultati in una realtà che nessuno di noi poteva immaginare nemmeno lontanamente, ora non resta che fronteggiarla ed attendere tempi migliori.

Difficile vivere senza il basket.

Lo sport manca a tutti e noi non facciamo eccezione, dobbiamo stringere i denti e sperare prima di tutto che le cose vadano meglio, poi vedremo se ci saranno i margini anche per tornare a parlare di pallacanestro.

Un finale di stagione davvero nella piena incertezza.

E senza sapere se si tornerà sul parquet, e soprattutto come. Ora è complicato fare previsioni, nel momento in cui si dovesse riuscire  a portare a termine il campionato, anche se non sarà più come nella parte iniziale, cercheremo di lasciare questo scomodo ultimo posto. Ma la cosa certa è che questo Coronavirus porterà grossi problemi futuri, perché saranno davvero tante le società che avranno difficoltà nella loro gestione; sono convinto che tanti, tradizionali contributi e sostegni verranno meno, e sarà assai complicato far quadrare i conti.





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