Salvatore Centola “cuore” dell’Itri!
“Una sofferenza stare a guardare, ma non possiamo fare altro”


Sono i dirigenti "da campo”, quelli che vivono il calcio tutti i giorni, quelli più appassionati, a soffrire maggiormente per la forzata sospensione dell’attività. Uno di questi è senza dubbio Salvatore Centola, cuore pulsante di casa Itri, anche lui a casa per via di quanto sta accadendo, a dir poco smanioso di tornare a respirare l’aria dello spogliatoio ed il clima del campo di gioco, ma al tempo stesso consapevole del fatto che quanto si sta facendo è la cosa migliore per venir fuori da una situazione incredibile.
 

Salvatore, chi l’avrebbe mai detto ?

E’ proprio il caso di dirlo, perché era impossibile pensare che si potesse arrivare ad un livello del genere. Purtroppo questa è la situazione, non possiamo far altro che sperare che si possa migliorare, ma non è facile; i nostri ragazzi che sono in Spagna, ovvero Cano, Otero ed Iguaddou, ci stanno descrivendo un quadro molto complicato anche da loro.
 

Sei sempre in contatto con giocatori e tecnici ?

Certamente, questo è normale. E’ il modo sempre migliore per tenere vivo il legame tra di noi, che questa cosa improvvisa ed imprevedibile ha allentato, ma non certo sciolto. Proprio ieri ho parlato anche con mister Pernarella, e stavamo discutendo del fatto che ci siamo dovuti fermare proprio adesso che sembrava fossimo riusciti a rimetterci in carreggiata.
 

Uno stato di cose che credo stia soffrendo in maniera particolare.

Credo che sia normale, soprattutto per uno come me che vive la quotidianità della squadra e della società. All’inizio non si è sentito, ma adesso l’accumulo dei giorni sta diventando duro, anche se sappiamo che stare in casa è l’unico modo per risolvere al meglio questo grosso problema.
 

Pensi sia possibile parlare ancora di campionato ?

Al momento non credo proprio che ci siano i presupposti, di nessun tipo. Aspettiamo questi ultimi giorni del mese e poi vediamo come evolve il mese di aprile per capire come andranno le cose. Sicuramente si vorrà provare a giocare tra maggio e giugno, ma anche se si riparte non sarà certo come prima, si tratterebbe davvero di un altro campionato.
 

Quindi ?

Rimaniamo alla finestra ed aspettiamo di comprendere quali saranno le decisioni del Comitato regionale. Ma di sicuro ci sono tante cose che vengono prima del calcio e che hanno un forte bisogno di ripartire. Quello che è certo, e che in vista dell’anno prossimo i problemi saranno tanti, ed ogni società sarà costretta a fare i conti con una situazione economica certo non prevista.
 
PR


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