Scherma: Russo, stoccata tricolore”
Il giovane spadista sale sul tetto d’ Italia e dice: “Dedicato a…”


Dalla pedana di Piazza Bellini, a Palermo, sede dei campionati italiani assoluti di scherma, ecco che esplode in tutto il suo fragore Andrea Russo. Venticinque anni, di Scauri, uno dei nomi più importanti dell’attuale generazione di atleti che da più di quarant’anni il Club Scherma Formia di Michele e Francesco Leonardi sforna a ripetizione, porta a casa la medaglia d’oro nella spada maschile, e quel titolo tricolore che in riva al Tirreno mancava dal 1995, anno in cui fu Andrea Di Russo, pluridecorato internazionale,  a salire sul gradino più alto. Un titolo da festeggiare nel modo dovuto, perché quando si fa la storia non può essere altrimenti.

 Campione d’ Italia: la verità, te lo saresti aspettato ?

In maniera così eclatante no, perché è stata una gara in crescendo, nella quale partivo da outsider e dove mi sono ritrovato in fondo dopo aver superato i due favoriti principali, ovvero Cimini e Santarelli. In finale ho trovato De Mola, che è un giovane, e sapevo che forse avrebbe potuto cedere qualcosa sotto il profilo mentale.

Ovviamente il successo contro Gabriele Cimini, numero 1 del seeding, ai quarti di finale, ha rappresentato il momento di svolta della gara.

E’ stato l’assalto che mi ha fatto capire di poter vincere, e che veramente stavo facendo qualcosa di storico. Poi ho messo fuori anche Santarelli, ed a quel punto non puoi non pensare al primo posto.

Ed a fine gara, con i complimenti del Ct azzurro Sandro Cuomo…

Certo, già prima della finale aveva detto che avevo fatto cose egregie, la medaglia d’oro le ha fatte diventare eccezionali; adesso spero di entrare in maniera più costante nei suoi pensieri.

Entri di diritto nell’albo d’oro della scherma nazionale ed anche di quella del Club Scherma Formia.

Sono vittorie che non si cancellano, che rimangono per sempre. Qualche tempo fa ho incontrato Andrea Di Russo, e gli avevo quasi "promesso” che lo avrei raggiunto; però, adesso devo provare a doppiarlo…

Una vittoria eccezionale che, di fatto, chiude una prima parte della tua carriera e di fatto ne apre, forse completamente diversa.

Una fase nella quale ho lavorato molto, nella quale mi sono dedicato alla scherma con tutto me stesso, operando soprattutto sulla testa con il mio maestro Francesco Leonardi e gli altri tecnici con i quali stiamo collaborando nel settore spada. E’ chiaro che un titolo tricolore cambia le cose, specialmente in chiave internazionale perché questa vittoria mi permetterà di disputare tutte le gare di Coppa del Mondo con gli inevitabili benefici che potrò avere. E poi ci sarà da difendere anche la serie A/1 di spada maschile che abbiamo appena riconquistato con il Cs Formia, senza dimenticare che mi presenterò come campione italiano in carica; gioie, ma anche nuovi impegni.

Ma, in fondo, un pensiero alle Olimpiadi del prossimo anno lo fai ?

Pensare e crederci non costa niente. L’importante è allenarsi sempre ed al massimo, con la serenità di aver fatto il massimo per arrivarci.

Quando si vince, c’è sempre una dedica.

Ma la mia è una del tutto particolare. E’ rivolta a tutte quelle persone che mi hanno sempre detto che non avrei mai ottenuto nulla. In tutti i giorni di allenamento e di gare sono state la mia "benzina”. E, visti i risultati, dico loro di continuare così….

                                                                                                                                         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                     

 

 

                                                                    

 

 

 

 

 

 

                                                    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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