Don Bosco Gaeta: Mr. Antonio Colozzo saluta i suoi 2008 con una lettera piena di ricordi, emozioni ed insegnamenti passati e futuri!
"Vi avrò sempre nel mio cuore, sono nati dei rapporti inimmaginabili e sarò sempre uno di voi"


"Sono ormai tanti anni che per pura e semplice passione ho iniziato a fare "il mister”, come ormai i bambini mi chiamano. - inizia così la sua lettera mr. Antonio Colozzo, educatore della Scuola Calcio Don Bosco Gaeta - .

Ho però prima iniziato a giocare a pallone presso l’Oratorio Don Bosco, Società che oggi ho il privilegio di rappresentare, e che sento come una seconda casa da sempre, avendo tirato i miei primi calci per i colori storici di questa grande realtà cittadina. Una Società verso la quale mostrerò sempre grande lealtà, e che ringrazierò sempre per avermi concesso privilegio di Stare con i ragazzi, e in qualche modo, opportunità di provare a trasmettere loro quella passione che ho sempre avuto fin da bambino! 

Ogni fine stagione sportiva, aspettavo con ansia settembre per ricominciare, con un nuovo gruppo oppure con lo stesso dell’anno precedente. Ed io per 5 lunghi e bellissimi anni non ho mai cambiato GRUPPO!

Un Gruppo "classe 2008”, composto da tantissimi ragazzi, compreso mio figlio, prima bimbi, oggi un po′ più grandi rispetto a quando li ho visti per la prima volta, all’età di 6 anni appena. 

Non è stato facile stare tanti giorni con tanti bambini con caratteri e qualità diverse. Ho fatto degli errori, sicuramente, e per tali motivi, sicuramente a qualcuno non sarò piaciuto. Me ne rammarico immensamente. Ma come dire, "Piccoli loro”, "giovanissimo” anche io nell’intraprendere quella che per me, è stata, è, e sarà sempre una vera è propria passione/missione.

Quest′esperienza, che in questi giorni trova per me, con questo Gruppo, "la fine di un ciclo fantastico”,  mi ha visto crescere con loro, mi ha arricchito, e mi ha fatto ricordare quei valori che erano anche dentro di me, da bambino, ma spesso dimenticati nel tempo. Ma non da me, che il più delle volte mi ritrovavo più bimbo di loro. "Uno di loro”, a tutti gli effetti. Ho parlato la loro stessa lingua, verbale e paraverbale! Con il linguaggio universale, invisibile, quello del cuore.

Sono nati dei rapporti inimmaginabili, grazie a bambini che aldilà di qualifiche e attestati hanno visto semplicemente in me la persona giusta per loro. Mi hanno fanno arrabbiare e sorridere allo stesso tempo, mi hanno reso felice ed io so di aver reso felici loro, il che per me è sempre stato unico obiettivo. E’ stato meraviglioso vederli crescere felici, oltretutto in quello stesso ambiente societario in cui io ero e sono cresciuto felice, divertendomi, con un pallone fra i piedi.

Ho insegnato loro (perlomeno impegnandomi senza risparmio!!) a rispettare le regole, giocare, esultare insieme dopo un gol (creando la famosa "danza della bomba”), ad essere uniti fra loro, a non deridere mai un compagno e/o avversario meno abile, a non piangere dopo una sconfitta, perché sempre dicevo loro "Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta”. Una frase che hanno fatta loro, quale scudo per i momenti no! Mi impegno, quindi anche se un risultato dice che ho perso una gara, io non ho perso, perché ho dato tutto!!!

Sapevate spiegare tutto. Anche il senso delle frasi che forse facevano più parte del calcio dei più grandi. Come quando vi dicevi "di non esaltarvi troppo nelle vittorie e di non abbattervi nelle sconfitte".

E sicuramente ricorderò, anzi, ricorderemo insieme, tutte le volte che sorridevano alle mie battute! Cosi come non dimenticheremo le partitelle che ad ogni allenamento facevamo, con tanto di telecronaca….immancabile! 

Senza quella, quasi si rifiutavano di giocare!! Tutto questo è stato e sarà sempre pura gioia per me. 

Ma dovrà esserlo anche per voi ragazzi miei.

Ho visto di tutto in questi anni con voi. Bambini bravi e meno bravi!  Il bambino scarso non esiste, esiste solo per quei mister che allenano solo per loro stessi, per vincere e farsi ricordare per questo. E io non ho mai aspirato a questo e mai lo farò. Se di risultati negli anni si è parlato, è perché alcuni ne sono arrivati, ma senza ricerca ossessiva. MAI! 

Per me fare il mister con voi è stato educare, correggendo i bambini anche nei loro comportamenti sia dentro che fuori dal campo, ma soprattutto ho cercato di far tornare a casa bambini felici, e soprattutto, con la gran voglia di ritornare, perché per me, dovevano saper e ricordare che nel calcio, specie quello dei più piccoli, prima di tutto conta divertirsi.

A voi genitori dico di sostenerli, di incoraggiarli, "aiutarli si”, ma lasciando che siano da soli a scegliere quello che vogliono fare da grandi. Non dimenticherò mai i sorrisi e gli abbracci sinceri dei vostri figli anche quando mi incontravano fuori dal campo. Ho sempre cercato, pur facendo errori, di creare quella magia che solo questo Sport riesce a dare; "felicità uguale magia”, e per noi la felicità era il motore di tutto.

E lo sarà sempre perché sono sicuro di avermi trasmesso la felicità come motivazione principale per proseguire anche se le nostre strade, per processo giusto e inevitabile di crescita, si divideranno. Ma niente paura. Siete più che pronti. Ci siamo da sempre preparati per questo "passo sportivo”. 

Ciò che è stato è stato! Ciò che è stato noi lo abbiamo vissuto insieme. Alla grande. 
Il passato lo rimpiange solo chi non ha futuro. E voi ragazzi miei, di futuro ne avrete. E sarete tutti dei vincenti, nello sport, cosi come nella vita.
Grazie per sempre a tutti voi, per l’affetto che mi avete donato in tutti questi anni.
Ognuno di voi ragazzi mi ha insegnato ad essere un "Mister” migliore.
Il mio Gruppo per sempre, il Vostro mister per sempre!".

Antonio Colozzo
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